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Famiglia

Una Storia di vino

Famiglia di autentici pionieri

Nel cuore della Maremma, Jacopo Biondi Santi e i suoi figli sono impegnati a proseguire una storia del vino italiano di qualità, trasmettendola alle nuove generazioni. La famiglia Biondi Santi si è conquistata un posto nella tradizione del vino italiano grazie alla vivace e appassionata inventività che, fin dagli albori, l’ha contraddistinta. Le radici di questa brillante avventura affondano nell’800, quando Ferruccio Biondi Santi impiantò il primo vigneto di Montalcino con viti di un clone selezionato di Sangiovese, denominato Sangiovese Grosso o Brunello: fu il primo passo verso un nuovo modo di vinificare che presto sarebbe entrato nella storia del vino italiano.

Il Cammino di Jacopo Biondi Santi e il Castello di Montepò

Visione coraggiosa e moderna

Mosso dalla stessa curiosità e spirito di innovazione, il figlio Tancredi fu uno dei primi promotori della creazione del disciplinare della relativa DOCG, nonché padre della particolare usanza della Ricolmatura delle vecchie Riserve. Suo Franco, nei lunghi 43 anni a conduzione dell’azienda, si impegnò strenuamente – riuscendoci – per elevare il marchio Biondi Santi a punto di riferimento nel mondo come eccellenza dell’artigianalità vinicola italiana. Un retaggio enologico straordinario, frutto di oltre un secolo e mezzo di storia e raccolto dal figlio di Franco, Jacopo, che nel solco tracciato dallo spirito d’intraprendenza dei suoi antenati ha saputo dar vita a nuove tradizioni con vini dallo stile contemporaneo.

Per portare a compimento la sua visione coraggiosa e moderna, Jacopo Biondi Santi ha scelto il Castello di Montepò, nel cuore della Maremma toscana. Qui, con la stessa risolutezza della roccaforte medievale rimasta inespugnata per secoli, Jacopo coltiva il Sangiovese Grosso BBS 11, patrimonio esclusivo della famiglia, insieme a varietà internazionali con cui realizza etichette che esprimono la vigorosa individualità di un uomo determinato a costruire il futuro della propria famiglia rendendolo ancor più brillante che in passato. Un intenso lavoro dove convergono esperienza, intuizione e rigore enologico, e nel quale Jacopo Biondi Santi è affiancato ogni giorno dal figlio Tancredi.

Tancredi Biondi Santi

Innovazione enologica ed eccellenza vitivinicola.

Originario di Siena, dove ha compiuto gli studi scolastici, Tancredi si è poi trasferito nel capoluogo Firenze per iniziare gli studi di Viticoltura ed Enologia alla facoltà di Agraria, approfondendo temi, pratiche e tecniche che avevano profondamente influenzato la sua vita già dalla prima giovinezza. All’esperienza universitaria, fin dal principio, Tancredi ha affiancato il lavoro presso l’azienda di famiglia, curando in particolare i rapporti col mercato estero e sostenendo il padre Jacopo nella conduzione e nelle scelte amministrative. Appassionato viaggiatore e amante delle diverse culture, dal 2017 è protagonista del nuovo corso del Castello di Montepò, di cui ha reimpostato integralmente la gestione, e coordina il team del progetto Montepò 2030.

Intrecci di storia

un avo della famiglia, nel ‘700, studiò orografia e flora del territorio dominato dal Castello

Giorgio Santi fu, a cavallo tra il XVIII e XIX secolo, uno degli studiosi ed esploratori più importanti del suolo della natura toscana. Nato a Pienza nel 1746, si laureò in Medicina a Siena e studiò in Francia, prima di rientrare a Firenze richiamato dal Granduca Pietro Leopoldo che, istituita una nuova cattedra di Scienze Naturali e Chimica, gli conferì l’incarico di professore all’Università di Pisa, dove fu anche direttore del Museo di Storia Naturale e prefetto dell’Orto Botanico. In uno scritto risalente al 1806 e che riunisce la cronaca dei suoi viaggi in Toscana, Giorgio Santi attestava già all’epoca la ricchezza naturalistica del territorio di Scansano e del Castello di Montepò, ponendo le radici di una nobiltà enologica legittimata da solide basi scientifiche che, un giorno, in Ferruccio Biondi Santi, avrebbe trovato la sua massima espressione. Ma è grazie all’impegno e alla volontà di Jacopo che, oggi, la Tenuta e il Castello costituiscono un unicum assoluto e di grandissimo pregio, interamente posseduto da questa famiglia.

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